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Obliquitá mutevoli.Mutevoli obliquitá.Disegnare circoli nell’aria, altalenarsi su un filo di stimolanti incertezze, quasi a sfiorare l’effimero riverbero di un sospiro ormai lontano. Camminare in diagonale e percepire un epicentro. Perdersi in inutili grovigli di pensieri che come pioggia d’estate giungono repentinamente a rinfrescare i neuroni. Sentire nell’aria le particelle danzanti, festeggiare con esse il miracolo del respiro e chiedersi come sia stato il primo. Socchiudere gli occhi e catapultarsi come una freccia scoccata da un arco su mari e monti d’altri tempi dove le idee sono eteree e la materia scompare nel tempo e nello spazio. E naufragare.

Irán-Irak-Francia, 2004.
Dirección y guión: Bahman Ghobadi.
Producción: Babak Amini, Hamid Karim Batin Ghobadi,Hamid Ghavami, Bahman Ghobadi.
Fotografía: Shahriar Assadi.
Montaje: Mustafa Kherqepush, Haydeh Safi-Yari.
Música: Hossein Alizadeh.
Elenco: Soran Ebrahim, Avaz Latif, Saddam Hossein Feysal, Hiresh Feysal Rahman, Abdol Rahman Karim.
98 minutos.

«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense»
Dante Alighieri (Inferno V, 100-107)

"Cominciai a sognare anch'io insieme a loro
poi l'anima d'improvviso prese il volto."
Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
come diavolo fanno a riprendere fiato.
Da uomo avvertire il tempo sprecato
a farti narrare la vita dagli occhi
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti,
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti.
Eppure un sorriso io l'ho regalato
e ancora ritorna in ogni sua estate
quando io la guidai o fui forse guidato
a contarle i capelli con le mani sudate.
Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,
quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
se fu troppo sgomento o troppo felice,
e il cuore impazzì e ora no, non ricordo,
da quale orizzonte sfumasse la luce.
E fra lo spettacolo dolce dell'erba
fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue cosce color madreperla
rimasero forse un fiore non colto.
Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.
"E l'anima d'improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non si riesce di sognare con loro."
Non Al Denaro, Non All'amore, Né al cielo 1971
Fabrizio De André.
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