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Trotterellando verso limiti ignoti e sconfinati, girovagando verso spiagge rassicuranti ed oceani brulicanti di vita, ascoltando il rumore del mare e l’infinito silenzio delle stelle, mi raggomitolo nel focolare familiare sapendo che e´gia´tempo di nuovi orizzonti da scoprire. Burocratiche paranoie e insoddisfazioni croniche mi spingono a silenziare la struttura ingarbugliata delle molecole che provocano vita ed a far tacere il ripetuto fischio che imperterrito disturba. Paesi, sorrisi, terre, persone, colori, musiche, profumi, deliri alcolici, perdite, lacune, giostre di nidi lontani si rincorrono tacitamente dentro fino a far sfiorare un pensiero. Quello del ritorno. Quello della malinconia. Quello della nostalgia. Eppure non ho ancora preso il volo.

 

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..quell’odore di terra bagnata dopo una pioggia improvvisa. Quello stesso odore mi ricorda casa. Terra rossa. Mare e oceano troppo lontani. Eppure ogni cosa ha le sue ragioni, questo perche’ e’ bello da scoprire. Culture differenti e quasi incomprensibili mi parlano di radici. Orizzonti sconfinati e alberi sotto la cui chioma riposerei notti intere, sguardi che parlano e sorrisi che rincuorano, solitudini non vane e desiderio di imparare ogni giorno di piu´. E quell´odore che preannuncia una pioggia improvvisa. Ti entra dentro e non ti lascia piu’.Syombua.