Appunto

But then they danced down the streets like dingledodies, and I shambled after as I've been doing all my life after people who interest me, because the only people for me are the mad ones, the ones who are mad to live, mad to talk, mad to be saved, desirous of everything at the same time, the ones who never yawn or say a commonplace thing, but burn, burn, burn like fabulous yellow roman candles exploding like spiders across the stars and in the middle you see the blue centerlight pop and everybody goes "Awww!"

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Se muestran los artículos pertenecientes al tema La rosa dei venti.

Home Sweet Home

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Mettere piede in suolo d'ausonia ed assaporare a priori il gusto di un buon caffé, quello con la crema;quello che ti servono con un sorriso disegnato sul volto;un caffé speciale che richiedono appositamente per te. Testare come la condizione delle ferrovie dello stato siano rimaste esattamente uguali a come le avevi lasciate; forse anche peggio; nemmeno i biglietti delle prenotazioni nei vari scompartimenti. Cercare un focolare dove poter divorare con gusto una pizza con verdure. Sei solo ma hai il tuo national geographic da leggere mentre mangi. Osservare il fare simpatico e giocherellone dei camerieri che son li non si sa da quanto tempo e che cercano invano di imparare qualche parola inglese; é commercio. E poi cerchi un posto dove berti una birra e lasciarti andare ai mille pensieri che ti martellano nel cervello e stupirti quando dei passanti occasionali ti salutano mentre tu sei assorto nei tuoi ripensamenti. Rimanere appiccicato al finestrino del treno quando nonostante il vetro riesci a percepire profumo di casa. Ulivi e terra rossa a sinistra e a destra. Accogliere con un sorriso tua madre che ti aspetta impaziente. Prendere un caffé; ancora piú speciale. Arrivare a casa e vedere che tutto é come prima. Il tuo letto nello stesso posto, la stanza come la hai lasciata l'ultima volta. Giá pensi a quando ti abbandonerai a Morfeo e domani ti sveglierai nell'ambiente piú accogliente che mai tu abbia avuto la fortuna di avere. Prendere su la tua musica e catapultarti in macchina verso il tuo mare. Solo pochi chilometri ti separano da lui. Il sole é alto nel cielo azzurro e conosci alla perfezione ogni metro di quei chilometri e vai piano per poter vivere a pieno quel viaggio verso il blu. Ed una volta li dimentichi anche chi sei ma ci sei e sei tu e nient'altro importa. Il vortice di pensieri si é volatilizzato insieme alla schiuma delle onde e finalmente trovi un po' di serenitá in questo oceano di caos. Immagini di poterti comprare quella casa che espone un cartello vendesi e ti dici che prima o poi. Perdersi nel sorriso di bimbi gioiosi e innocenti con cui hai la fortuna di poter giocare e tornare ad essere bimbo anche tu. Parlare di te con uno degli amici, quelli con la A maiuscola e vedere che nonostante il tempo e lo spazio che vi separa riuscite ancora ad avere quelle conversazioni su cui si basa la vostra amicizia. Quella vera; quella che non ha bisogno di parole superflue. Tornare a casa ed andare a dormire contenti e soddisfatti del giorno appena trascorso. E mentre socchiudi gli occhi pensare a quello spicchio di luna che stanotte lassú nel cielo ti parlava. Tutto scorre.

10/04/2008 00:39 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

UnA RoNdINe NoN fA PrImAVeRA

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"...gli dei parlano nel sole e nell’odore degli assenzi, nel mare corazzato d’argento, nel cielo d’un blu crudo, fra le rovine coperte di fiori e nelle grosse bolle di luce, fra i mucchi di pietre. In certe ore la campagna è nera di sole..."

Albert Camus

25/03/2008 18:27 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

NoTiTLe

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potessero da questi tasti venir fuori le parole giuste, quelle adatte a descrivere una sensazione.questa sensazione.sarebbe bello se rispondessero al tuo sguardo e si mescolassero, lettera dopo lettera, da soli a formare la tua frase.quella frase, quei fremiti che sai di aver dentro ma che rimangono nascosti dentro te e non sai nemmeno perché.non ti spieghi l'impossibilitá.rimani tu e i tuoi perché.tu e il tuo mondo.tu e la tua dimensione. e pensi che nessuno possa entrarci.troppo complicato. poi torni a casa e ci provi, cerchi di metter giú delle combinazioni di parole, di pensieri con l'obiettivo intrinseco di sciogliere il nodo. inizi a scrivere e vengon fuori solo pensieri sconnessi a ricordarti che la mente é un groviglio di neuroni impazziti che viaggiano senza meta. obliqui pensieri, come i lineamenti di quest'immagine.sembra un puzzle.un incastro di colori e sfumature che al separarsi l'una dall'altra schiariscono l'immagine e la rendono piú nitida. e poi pensi che sono solo parole.e gesti. e sguardi che si perdono nell'aria.tra le molecole di ossigeno.rimangono intrappolate in qualche legame covalente difficile da rompere.e solo loro alla fine hanno afferrato l'energia che portano con sé. senti un piccolo dolore che parte dal centro dello stomaco e piano piano con fatica forse riesce a trovare una via d'uscita esattamente nel punto in cui nasce quell'impulso che rende i tuoi occhi lucidi. e pensi che sarebbe bello se.forse é solo una questione di cicli mestruali e complessitá intrinseca.e poi "versi lacrime che nessuno vede".e hanno un sapore dolce perché dolce é l'origine da cui provengono.finalmente trovi un appiglio.ti arrampichi su per ingranaggi naturali che sembrano trasformarsi in ben piú inspiegabili incroci di sentieri che non si toccano mai.e pensi che "devono aver diviso il mondo in due parti" e che tu sei capitato "nella parte sbagliata".

24/02/2008 19:38 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Memorie dal Sottosuolo

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E poi ci sono i giorni no. Quelli che coincidono con delle date indelebili. Che non puoi cancellare. Che non puoi dimenticare. Che ritornano quasi impercettibili e fanno male.
Quelli in cui vorresti sparire.
Quelli in cui ti piacerebbe essere pietra.
E che la gente ti calpesti senza che questo ti arrechi danno. O forse si.
Puó darsi. Anche questo.
Tutto dipende da noi.
Anche le scelte piú difficili. Soprattutto quelle. Soprattutto quelle che devono prendere le persone che ami e che non vorresti che soffrano. Meglio se soffri tu.
E poi pensi di esser solo. E lo sei. Alla fine sai di esserlo. Ti rannicchi nella tua tana e continui a leggere. Meglio leggere.
E poi cade la pioggia e per te é uguale. Tanto sei giá bagnato dentro. Talvolta.
Cerchi qualcuno ma nessuno risponde. Un muro..

“Si capisce, non tenteró di abbattere il muro con la fronte se in effetti non avró le forze per farlo, ma non mi acquieteró neppure soltanto perché ho di fronte un muro e non mi bastano le forze per abbatterlo.
Come se un simile muro di pietra potesse davvero acquietarti e racchiudesse magari un messaggio di pace unicamente perché due volte due fanno quattro. Suprema idiozia! Allora tanto fa capire, rendersi conto di tutto, di tutte le impossibilitá e di tutti i muri di pietra; e non rassegnarsi a nessuna di queste impossibilitá e di questi muri di pietra se ti ripugna rassegnarti; e giungere attraverso le piú stringenti combinazioni logiche alle disgustose conclusioni sull’eterno tema per cui anche del muro di pietra sei tu il colpevole, sebbene sia evidentissimo che non lo sei affatto e, di conseguenza, rattrappirsi nell’inerzia, con l’idea che puoi anche infuriarti ma non c’è nessuno con cui prendersela; che la causa non si trova e, forse, non si troverá mai, che qui c’é una sostituzione, un travisamento, una truffa, che qui c’é semplicemente un intruglio, non si sa cosa e non si sa chi, ma nonostante tutte queste impossibilitá e tutti questi travisamenti
, tu stai male e, quanto meno sai, tanto piú stai male.” (F. Dostoevskij)

E poi ci sono pure i giorni no. E vivi anche quelli, perché si, bisogna viverli, in attesa dell'arcobaleno...che puntualmente apparirá quando meno te lo aspetti e tutto si rasserenerá. In attesa dell'arcobaleno.

13/01/2008 22:39 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Che Bella Cosa é Na iurnat e sole...

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Credo che in due anni e mezzo che son qui, é la prima volta che capita...che il sole non si sia fatto vivo nemmeno un secondo..

piove da stamani ininterrottamente..ed é strano perché altre volte la pioggia ha fatto da padrone ma mai cosí, ogni tanto il cielo si apriva e il sole faceva capolino.oggi no. il sole ha detto no. e anche se il cielo si rasserenasse ora, nulla cambierebbe. é giá andato a dormire. ad ogni modo. e allora penso ad un altro temporale. lassú sulla muraglia cinese. e sorrido. perché quelle sfumature mi piacevano davvero tanto...

"iesci sule..."

20/11/2007 18:22 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti Hay 2 comentarios.

..dal balcone di casa mia..

20071009180835-dal-balcone-di-casa-mia....jpg..l'altra notte erano circa le cinque del mattino. O meglio, ricordo benissimo di aver guardato l'ora..si, erano le cinque del mattino, ed io mi sono svegliata cosí, da sola, a causa di nessun rumore. Il mio cervello decide di svegliarsi. Le cinque del mattino. Inizio a rigirarmi nel letto, magari é solo questione di posizione non trovata. Inutile tentativo. Guardo ancora l'ora sul telefono e sono le cinque e mezza...e poi le sei...e poi le sei e mezza..nel frattempo penso alla notte trascorsa, alle persone con cui sono stata.alla musica che ho ascoltato. alla chitarra che ho avuto davanti agli occhi. alle parole dette e non dette. ai silenzi troppo loquaci ed ai gesti spontanei.agli sguardi che si disperdono nell'aria. Morfeo mi ha abbandonata. Decido di alzarmi senza far rumore. Vado in cucina e mi fumo una sigaretta dietro l'altra. Ascolto il silenzio della notte e le note distorte dentro me. Mi avvio verso il balcone che guarda verso la strada...e come per magia..improvvisamente mi appare la luna ed una stella, una di fronte all'altra. si parlano.dinanzi a me. per me. mi sento partecipe della conversazione. immagine intima. tutta per me. ed allora capisco perché il mio cervello ha deciso di smettere di sognare. rimango impalata per non so quanto tempo...vado via prima di loro e prima che la luce venga ad illuminare ogni cosa.meglio non vedere del tutto. anche la luna mi dice che c'é il sole di lá che aspetta.ridisegno quell'immagine dentro me con gli occhi, saluto...e mi riaddormento con una lacrima di luna che mi fa da cuscino.
09/10/2007 17:46 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Plancton...

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Io non lo so cosa mi prende.

Lo guardo e sto quasi male.

Credo di avere una malattia congenita.

Mi basta solo pensarci e un brivido mi sale su dalla schiena.e vorrei solo essere li a guardarlo.nient`altro. trovo pace dinanzi a lui.una pace eterea, inspiegabile.

è una dolce malattia.attendo di riempirmi ancora del suo profumo, del suo suono.

é una filosofia...

Il Mare...

Se fossi plancton credo che vivrei perfettamente.

26/07/2007 14:16 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Ai Poeti

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O arcadi e romantici fratelli
Ne la castroneria che insiem vi lega,
Deh finite, per dio, la trista bega,
E sturate il forame de' cervelli.
Del vostro pianto crescono i ruscelli
E i fiumi e i laghi sí che l'alpe annega,
E stanco è il Gusto a batter chiavistelli
A questa vostra misera bottega.
Sentite in confidenza: i lepri e i ghiri
Son lepri e ghiri, e non son mai leoni:
Né Byron si rimpasta co' deliri,
Né Shakespeare si rifà co' farfalloni,
Né si fabbrica Schiller co' sospiri,
Né Cristi e sagrestie fanno il Manzoni.
Dopo tanti sermoni,
O baironiani, o cristiani, o ebrei,
Ed o voi che credete ne gli dèi,
Lasciate i piagnistei;
E, se più al mondo non avete spene,
Fatevi un po' il servizio d'Origene.

Giosué Carducci

25/07/2007 13:35 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Il nome della Rosa

20070709215434-red-nostalgie.jpg

 

 

Rosa que al prado, encarnada,

te ostentas presuntuosa

de grana y carmin bañada:

campa lozana y gustosa;

pero no, que siendo hermosa

tambien seras desdichada.

Juana Ines de la Cruz

09/07/2007 21:54 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Riverberi..

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Foto scattata a Taranto..chissá cosa sta cercando quell'uomo..

Io stasera me ne vado a pesca...

 "..Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; 
tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer..."

"Entre las cosas que echa el mar
busquemos las más calcinadas,
patas violetas de cangrejos, 
cabecitas de pez difunto,
sílabas suaves de madera,
pequeños países de nácar,
busquemos lo que el mar deshizo
con insistencia y sin lograrlo,
lo que rompió y abandonó
y lo dejó para nosotros.


Hay pétalos ensortijados,
algodones de la tormenta,
inútiles joyas de agua,
y dulces huesos de pájaro
en aún actitud de vuelo.
El mar arrojó su abandono, 
el aire jugó con las cosas,
el sol abrazó cuanto había,
y el tiempo vive junto al mar
y cuenta y toca lo que existe.

Yo conozco todas las algas,
los ojos blancos de la arena,
las pequeñas mercaderías
de las mareas en otoño
y ando como grueso pelícano
levantando nidos mojados,
esponjas que adoran el viento,
labios de sombra submarina,
pero nada más desgarrador
que el síntoma de los naufragios:
el suave madero perdido
que fue mordido por las olas
y desdeñado por la muerte..."


 

03/11/2006 11:57 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti Hay 1 comentario.

El mar lejano..

La fuente trueca su cantata.
Se mueven todos los caminos...
Mar de la aurora, mar de plata,
¡qué nuevo estás entre los pinos!

Viento del sur ¿vienes sonoro
de granas? Ciegan los caminos...
Mar de la siesta, mar de oro,
¡qué loco estás sobre los pinos!

Dice el verdón no sé qué cosa.
Mi alma se va por los caminos...
Mar de la tarde, mar de rosa,
¡qué dulce estás bajo los pinos!

Juan Ramón Jiménez

29/09/2006 12:28 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti Hay 1 comentario.

Mare Nostrum...

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Il Mar Mediterraneo è uno dei mari più ricchi del mondo dal punto di vista della biodiversità: ospita il 7,5% delle specie animali marine di tutto il Pianeta e il 18% della flora marina mondiale. Circa il 50% delle specie sono endemiche, cioè vivono solo qui . Tra queste una pianta che sembra un’alga, la Posidonia, e che si estende in immense e bellissime praterie sottomarine dando cibo e rifugio a pesci, molluschi, crostacei. Altri protagonisti del Mediterraneo sono la Caretta caretta, una tartaruga marina che nidifica sulle sue spiagge e 28 specie di cetacei, tra cui la balenottera minore, la balena pilota e molti altri. Il Mediterraneo rifornisce di pesce 150 milioni di persone che vivono sulle sue bellissime coste, attrattiva, ogni anno di un grande numero di turisti. Eppure, solo l’1% del Mediterraneo è protetto.

Sogno una barca e un viaggio per tutto il Mediterraneo, partendo da Reggio Calabria, il suo centro.Si.

21/09/2006 16:57 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Kali nifta

20060828194351-salento-031.jpg

 

 


Ti en glicèa tusi nifta ti en òria:
c’evò e’ plonno pensèonta ‘ss’esèna
c’ettu-mpì ‘sti ffenèstra-ssu, agàpimu,
tis kardìa-mmu su nifto ti ppena.

Evò panta ss’esena pensèo,
jatì ‘sena, fischi-mmu, ‘gapò;
ce pu pao, pu sirno, pu steo,
‘sti kkardìa panta sena vastò.

Kalì nifta! Se finno ce feo;
plaia ‘su ti vo pirta prikò,
ce pu pao, pu sirno, pu steo,
‘sti kkardìa panta sena vastò.

 

..è che io un'insegna così non l'ho mai vista da nessuna parte.

stupenda.stupenda.mare...

 

notte della taranta, 26 agosto 2006.quest'anno c'ero anch'io porca miseriaccia.olè!pure i buena vista social club....

28/08/2006 19:43 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti Hay 2 comentarios.

Babilonia

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inconfondibile immagine...

adoro questo posto..questo mare e questa gente..

heineken a volontà..peccato per le più gusto...

la prossima volta

lu mare lu sule lu ientu...

21/08/2006 19:47 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

Mieru Mieru Mieru lá lá.....

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 Lu mejiu dottore è lu cantinieri
Me llea de capu tutti i pinzieri

Mieru pe' tie me vinnu la camisa, 
no' mme ne curu ca vau nudu a casa.

Se la fatica se chiama cucuzza,


Mamma ce puzza, mamma che puzza.

Se la fatica se chiama cicora,
picca me ‘ndora, picca me ‘ndora.

 

Sai ce m'ha dittu na vecchia masciara, 
lu focu de la paja picca dura.

Cu menzu quinto me sentu già mbrillu,


cu menzu litru su nu cardillu.

 Se quanno moriu ieu vau ‘n Paradisu,
Se non c’è mieru bonu  non ci trasu.

Quanti bicchieri de mieru me biu
Tanti pinzieri de capu me lleu
. 

Mieru mieru mieru la là
Senza lu mieru, senza lu mieru.

Mieru mieru mieru la là

Senza lu mieru no pozzu campà
 

..vino, musica, balli, gioia, festa..vita..

nu te preoccupare sorrelina mia ca tuttu sempre se ggiusta...e che te lo dico a fare?

viva Fabio Concato!!!!

nu baciu!

03/08/2006 14:49 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti Hay 2 comentarios.

U rusciu te lu mare.

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U Rusciu te lu mare

Nu giurnu scei 'ncaccia a li patuli
e 'ntisi na cranonchiula cantare.
A una a una le sentia cantare
ca me pariane lu rusciu te lu mare.
Lu rusciu te lu mare è troppu forte
la fija te lu re si ta la morte.
Iddha si ta la morte e jeu la vita
la fija te lu re sta se marita.
Iddha sta se marita e jeu me 'nzuru
la fija te li re porta nu fiuru.
Iddha porta nu fiuru e jeu na parma
la fija te lu re sta va 'lla Spagna.
Iddha sta va la Spagna e jeu 'n Turchia
la fija te lu re è a zita mia.
E vola vola vola vola vola
e vola vola vola palomba mia

ca jeu lu core meu te l'aggiu ddare
ca jeu lu core meu te l'aggiu ddare.

Il Rumore del Mare

Un giorno andai a caccia per le paludi
e udii una ranocchia gracidare.
A una a una le sentivo cantare
mi sembravano il frastuono del mare.
Il rumore del mare è troppo forte
la figlia del re si dà la morte.
Ella si dà la morte, ed io la vita
la figlia del re ora si marita.
Ella si marita e io mi sposo
la figlia del re porta un fiore.
Ella porta un fiore ed io una palma
la figlia del re parte in Spagna.
Ella parte in Spagna ed io un Turchia
la figlia del re è la fidanzata mia.
E vola vola vola vola vola vola vola vola palomba mia che io il cuore mio te le devo dare che io il cuore mio te le devo dare

Canto passoniale gallipolino, narra di un amore impossibile tra la figlia di un re ed un soldato, un amore impedito, in un periodo in cui le differenze di classe erano molto vive, tanto che l'autore le paragona al conflitto tra Turchi e Spagnoli, storici invasori della nostra terra.L'anno in cui sembra che questa canzone fosse emersa come uno dei tanti canti popolari tipici della zona è il 1978, ad opera di Luigi Cardigliano, originario di Ugento (LE), un ragazzo che all'epoca si trovava a Firenze. Ed era proprio in questa città che per diversi anni, dal 1974 al 1980, in Piazza della SIgnoria o vicino al Palazzo degli Uffizi si creava una sorta di collettività etnica, costituita da persone di orgine pugliese, calabrese, siciliana e sarda. Si trattava di persone essenzialmente giovani che si trovavano lì per motivi di studio e che ogni sera, per tutta la notte fino all'alba, spinti dal desiderio dello svago notturno, si davano appuntamento nel solito punto.Fu una specie di teatro che si venne a formare, dove ognuno apportava le proprie esperienze musicali: c'era colui che aveva talento per il canto, chi invee per la danza.Fino ad oggi esistono tre verioni della canzone "U rusciu te lu mare". Quella originale presenta un ritmo piuttosto lento, fu Luigi Cardigliano a modificarla rendendola più ricca di accordi musicali e dandole un ritmo più cadenzato. Lo stesso Cardigliano, che cantava da solista questa canzone, aggiunse una strofa che poi divenne l'ultima. La particolarità di questa canzone, tipica tra l'altro di tutte le altre che sorsero e si diffusero in quel periodo, era l'assenza della musica. ciò che creava un'armonia dei suoni era la polifonia delle voci: tre o quattro voci diverse che sovrapposte l'una all'altra davano vita ad una melodia sonora rara nella sua soavità. Non era utilizzato alcuno strumento.

È stato intorno al 1993-94 quando Bruno Spennato, di Melissano (LE), un amico di Cardigliano, si unì ad un gruppo alle prime armi denominato "Alla bua", e incominiciò a cantare altre canzoni popolari non ancora ben note. Colse, così, l'occasione di proporre una terza versione de "U rusciu te lu mare", dal ritmo ancora più veloce rispetto alla precedente, con il complemento di un'altra strofa, che concludeva la storia dei due amanti. La strofa diceva "U rusciu te lu mare è mutu forte, la fija te lu re si ta la morte". La nuova strofa prese il posto dell'ultima, la quale a sua volta diventò la penultima.

Questa fu la canzone più conosciuta di quegli anni, che subito riuscì ad attirare l'interesse di molti. Fu presto imparata da coloro che ogni sera assistevano a quella sorta di spettacolo improvvisato da questo affiatato gruppo di amici. In esso si distinsero i Sardi, maestri per eccellenza della musica popolare italiana. Da quanto si racconta i Sardi erano poco propensi ad introdurre persone estranee al loro gruppo, ma la bravura di alcuni ragazzi della comunità fiorentina, se così la si può chiamare, non potè che spingerli a sceglierli. E proprio tra questi ragazzi è bene ricordare Bruno Spennato e Luigi Cardigliano, per la straordinaria complementarità delle loro voci.
Pizzica Pizzica o Pizzica de core
L'espressione pù caratteristica della tradizione popolare salentina, è una danza di corteggiamento durante la quale i due ballerini si avvicinano, ma non si toccano mai. Tutto si svolge con uno scambio di sguardi, più o meno provocatori, una serie di gesti che rivelano da una parte il desiderio dell'uomo di godere delle grazie della donna e dall'altra, quello di lei di essere corteggiata dall'amato, al quale però, sfugge se questi prova ad avvicinarsi.Un elemento importante nel ballo è il fazzolatto che la donna sventola, in segno di elegante provocazione agli occhi dell'uomo, il quale però non può prenderlo se non con il consenso dell'amata.In questo ballo non c'è uno schema ben preciso di passi che bisogna imparare a seguire, ma è semplicemente tutto affidato al proprio sentire. Si tratta di saltelli sincronizzati al ritmo dei tamburelli che, accompagnati dai diversi strumenti (mandolino, flauto, nacchere, violino, chitarra ed armonica), sembrano rimarcare l ritmo del cuore. Questo tipo di danza si tiene soprattutto in occasione di matrimoni, battesimi e altre cerimonie festose.
  

Pizziche..e tarante..il ritmo del Salento..del mio Salento, del nostro Salento, del Salento di tutti coloro che lo hanno vissuto, non importa se per pochi giorni, non importa..del Salento di tutti gli amici che son venuti a trovarmi e che mi hanno ragalato i loro occhi lucidi al suono del tamburello..che non sono riusciti a mantenere le gambe ferme, le braccia...la testa...del Salento degli amici che ancora non sono venuti ma che verranno un giorno, ne sono sicura.alla mia terra.splendida.unica.alla sua gente.alla sua terra rossa.ai suoi ulivi.ai suoi due mari che si incrociano.a queste note e parole che mi fanno sobbalzare il cuore ogni volta che le ascolto...attendo con ansia un ballo...presto, presto Salento mio..preparati che sto arrivando.in alto i calici, si brinda alle radici.Anto, Checca, si quella foto...quelle due sedie, rossa e bianca, Otranto che mi sorveglia dall'alto...Il mio Salento che mi accompagna sempre, ovunque vada e ovunque sia.   

"Guarda: quell'uomo balla come un pazzo! E' stato morso dalla taranta..." Edgar Allan Poe 

31/07/2006 19:02 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

..stative calmi...

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vacanza allu salentu..

lu mare lu sule lu ientu

gin tonic cannuccia gialla

nel mare c'è un pesce che balla

é tardi son quasi le sette

lui é li a raccontar barzellette

il vento da fiato alle onde

si sente gridar vamos hombre

e stative calmi

stative calmi

e stative calmi

stative calmi

 

la birra sta bona se é friddha

lassatime sulu cu iddha

é notte di san lorenzo

le stelle han giá dato il consenso

cadendo fan ciao al babilonia

in spiaggia c'é un uomo che sogna

lisciandosi i baffi retró

di girare un film con charlot

e stative calmi

stative calmi

e stative calmi

stative calmi....

 

Fratelli di Soledad

 

Il Bastimento, chiamato cosí perché dicono sia affondato uno..ma non sono certa che questa informazione sia attendibile. sta di fatto che é un angolo del paradiso salentino.e che paradiso.che voglia di tornare a casa.

 

27/07/2006 11:57 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

El reloy parado a las siete.

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En una de las paredes de mi cuarto hay colgado un precioso reloj que ya no funciona. Sus manecillas, detenidas casi desde siempre, señalan imperturbables la misma hora: las siete en punto.Casi siempre, el reloj es sólo un inútil adorno sobre una blanquecina y vacía pared. Sin embargo, hay dos momentos durante el día, dos fugaces instantes, en que el viejo reloj parece resurgir de sus cenizas como un ave fénix.Cuando todos los relojes de la ciudad,, en sus enloquecidos andares, marcan las siete, y los cucús y los gongs de las máquinas hacen sonar siete veces su repetido canto, el viejo reloj de mi habitación parece cobrar vida. Dos veces al día, por la mañana y por la noche, el reloj se siente en completa armonía con el resto del universo.Si alguien mira el reloj solamente en esos dos momentos, diría que funciona a la perfección… Pero, pasado ese instante, cuando los demás relojes acallan su canto y las manecillas continúan su monótono camino, mi viejo reloj pierde su paso y permanece fiel a aquella hora que alguna vez detuvo su andar.Y yo amo ese reloj. Y cuado más hablo de él, más lo amo, porque cada vez siento que me parezco más a él.También yo estoy detenido en un tiempo. También yo me siento clavado e inmóvil. También yo soy, de alguna manera, un adorno inútil en una pared vacía.Pero disfruto también de fugaces momentos en que, misteriosamente, llega mi hora.Durante ese tiempo siento que estoy vivo. Todo está claro y el mundo se vuelve maravilloso. Puedo crear, soñar, volar, decir y sentir más cosas en esos instantes que en todo el resto del tiempo. Estas conjunciones armónicas se dan y se repiten una y otra vez, como una secuencia inexorable.La primera vez que lo sentí, traté de aferrarme a ese instante creyendo que podría hacerlo durar para siempre. Pero no fue así. Como a mi amigo el reloj, también a mí se me escapa el tiempo de los demás.… Pasados esos momentos, los demás relojes, que anidan en otros hombres, continúan su giro, y yo vuelvo a mi rutinaria muerte estática, a mi trabajo, a mis charlas de café, a mi aburrido andar, que acostumbro a llamar vida.Pero sé que la vida es otra cosa.Yo sé que la vida, la de verdad, es la suma de aquellos momentos que, aunque fugaces, nos permiten percibir la sintonía con el universo.Casi todo el mundo, pobre, cree que vive.Sólo hay momentos de plenitud, y aquellos que no lo sepan e insistan en querer vivir para siempre, quedarán condenados al mundo del gris y repetitivo andar de la cotidianeidad.Por eso te amo, viejo reloj. Porque somos la misma cosa tú y yo. 

Bucay.Versione originale di Giovanni Papini (1881-1956)

Un istante.La luna nella mia mano.Un istante.etereo,fugace,irripetibile. Grazie Cristina, perché quel fine settimana é stato geniale,unico. Perché il giorno dopo gli azzurri erano giá campioni del mondo.Ed io lo sapevo.lo sentivo.

Un istante.

Attendo con ansia quelli che arriveranno a Pechino..ya queda poco Mari mia, si..muy poco..cerco di immaginarmi vagabondare tra le strade di Pechino ma non riesco a scorgermi, forse perché hai ragione tu...meglio non pensarci, non vedere nessuna foto..non mi perderó nulla di questo viaggio.nessuno sguardo.nessun sorriso.nessuna cosa.per la stessa ragione del viaggio, viaggiare..

a presto.

25/07/2006 16:25 Autor: mannecca. #. Tema: La rosa dei venti No hay comentarios. Comentar.

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