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Memorie dal Sottosuolo

Memorie dal Sottosuolo

E poi ci sono i giorni no. Quelli che coincidono con delle date indelebili. Che non puoi cancellare. Che non puoi dimenticare. Che ritornano quasi impercettibili e fanno male.
Quelli in cui vorresti sparire.
Quelli in cui ti piacerebbe essere pietra.
E che la gente ti calpesti senza che questo ti arrechi danno. O forse si.
Puó darsi. Anche questo.
Tutto dipende da noi.
Anche le scelte piú difficili. Soprattutto quelle. Soprattutto quelle che devono prendere le persone che ami e che non vorresti che soffrano. Meglio se soffri tu.
E poi pensi di esser solo. E lo sei. Alla fine sai di esserlo. Ti rannicchi nella tua tana e continui a leggere. Meglio leggere.
E poi cade la pioggia e per te é uguale. Tanto sei giá bagnato dentro. Talvolta.
Cerchi qualcuno ma nessuno risponde. Un muro..

“Si capisce, non tenteró di abbattere il muro con la fronte se in effetti non avró le forze per farlo, ma non mi acquieteró neppure soltanto perché ho di fronte un muro e non mi bastano le forze per abbatterlo.
Come se un simile muro di pietra potesse davvero acquietarti e racchiudesse magari un messaggio di pace unicamente perché due volte due fanno quattro. Suprema idiozia! Allora tanto fa capire, rendersi conto di tutto, di tutte le impossibilitá e di tutti i muri di pietra; e non rassegnarsi a nessuna di queste impossibilitá e di questi muri di pietra se ti ripugna rassegnarti; e giungere attraverso le piú stringenti combinazioni logiche alle disgustose conclusioni sull’eterno tema per cui anche del muro di pietra sei tu il colpevole, sebbene sia evidentissimo che non lo sei affatto e, di conseguenza, rattrappirsi nell’inerzia, con l’idea che puoi anche infuriarti ma non c’è nessuno con cui prendersela; che la causa non si trova e, forse, non si troverá mai, che qui c’é una sostituzione, un travisamento, una truffa, che qui c’é semplicemente un intruglio, non si sa cosa e non si sa chi, ma nonostante tutte queste impossibilitá e tutti questi travisamenti
, tu stai male e, quanto meno sai, tanto piú stai male.” (F. Dostoevskij)

E poi ci sono pure i giorni no. E vivi anche quelli, perché si, bisogna viverli, in attesa dell'arcobaleno...che puntualmente apparirá quando meno te lo aspetti e tutto si rasserenerá. In attesa dell'arcobaleno.

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