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ReLATiviSmO EsisTENZiaLe

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Perché poi la corda si spezza e nel momento in cui i fili cedono ti senti all’improvviso piú leggero. Come quando fuori piove e senti il profumo della pioggia. Come un bimbo che vede il mare per la prima volta nella sua vita e si chiede dove finisce l’acqua..o dove va la musica quando uno strumento ha smesso di suonare. O cosí sembra. Salutami il cielo che vedi lassú, mentre cerchi di raggiungere la tua meta, quando il tuo piede avrá accertato l’appoggio e salirai ancora piú sú. Si lo so che non cadi. Qualche giorno fa, il tuo odore ha bussato alla porta delle narici del mio naso. Lo giuro. Era il tuo. Inconfondibile. Non saprei come descriverlo. Gli odori si insinuano dentro te e si fermano li per sempre fino a che quasi per magia, ritornano repentinamente e senza alcun preavviso, a inebriarti della loro essenza. E tanti ricordi fanno capolino. Come quell’abbraccio. Grazie, ancora una volta. Infinitamente grazie. Relativismo esistenziale. Empatia. Linee rette che si tramutano in figure geometriche ancora da scoprire e ti ritrovi a camminare in modo obliquo sulla pista d’atterraggio che non c’é. Quanti angoli da scoprire. Quante immagini da scolpire. Quanti frammenti da ricomporre. Quanta vita negli occhi. Brinderó stasera, alle strade che si incrociano. E a quelle che portano lontano...

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