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ApPuNtO

Inciampo e sorrido. Raggi e miraggi che sorvolano la sfera tangibile della mia atmosfera. E penso. E girovago tra le circonferenze che giorno dopo giorno disegno su foglio bianco. Sono circoli che tornano sempre allo stesso punto di partenza. Per osmosi li assorbo e per non si sa quale legge universale non ancora inventata, si scompongono in linee oblique. Furia che galleggia su prati sempre Verdi e geometrie imperfette che accarezzano note distorte nell’armonia del suono. Un tamburello martella l’anima, una fisarmonica la addolcisce e un ballo da cornice. Fiori e palme e viaggi. Girovago per la generazione che verrá.

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