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The Grandfather Clock

The Grandfather Clock

Cabernet Sauvignon, African Dawn, Roberston, 2004.

Lo sorseggio. Ormai é diventata un’abitudine. Grazie a Lui, forse, le parole vengon fuori piú facilmente. Sono lí, che aspettano il loro turno. Come minute goccie adagiate su un finestrino dopo un acquazzone. Alcune scivolano via gravitazionalmente; altre, si fanno strada tra le loro compagne e cercano una via d’ uscita. E quando la trovano anche loro accellerano e si lasciano andare. Ed iniziano a danzare. Il ballo delle parole. La danza dei sapori. Dilatazioni fisiologiche.

Un altro sorso di vino. Riesco a sentire proprio sugli estremi della lingua la sua fragranza. Credo che il vino racconti questa terra, come un nonno a suo nipote. Un orologio a pendolo...grandfather clock...vigila dall’alto le ore. Momenti, istanti che si cibano l’uno dell’altro. Sottilmente collegati. Girotondo...grandfather clock. Amo questa traduzione. Amo questa parola. Grandfather clock. Because this one is the Grandmather Land. Senza dubbio. Quell’alone intorno alla luna me lo ha fatto capire. Parhelia around the moon.

Ho paura. Che questa terra mi catturi. Che i raggi di questo sole mi streghino. Che lo sguardo di questa gente mi parli come nessuno mai. Perché senza colpo ferire sembra che abbiano giá capito tutto. Sembra che la veritá dimori in fondo all’oceano. Che si nasconda tra i colori e le sfumature delle montagne. Che si nutra delle contraddizioni di questo paese. E allora sono felice. Estremamente felice che la mia strada mi abbia portato qui. Dove i due oceani si incontrano e fanno l’amore. Qui dove la presenza di una montagna é percepibile ovunque. Qui dove gli uccelli gridano. Qui dove la povertá discute con la ricchezza e diafana si insinua nelle sue membra. Qui dove perfino l’alba é rumorosa. Qui dove non é difficile sentirti in colpa per avere quello che hai e venire da dove vieni. Qui dove regna la natura ma vince l’anelito al diverso. 

Qui dove si cammina...e..non ci si volta mai indietro..nemmeno per prendere la rincorsa...

 

Qui dove.

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2 comentarios

annalisa -

"cio' che deve accadere accade..." dice qualcuno nelle mie orecchie in questo momento
le cose non vengono mai da sole e senza significato e' la mia spiegazione e voi due dovevate accadermi e ne sono troppo contenta!

checca, pronta per la sfida a biliardino?
ao, bello sto blog.

Anónimo -

lì dove ci siamo conosciute... e anche questo per me è un dono prezioso di quel luogo magico. grazie perchè con queste parole ho sentito per qualche istante tanto tanto vicina quella terra lontana... qualcosa dentro di me si è mosso. il suo eco assordante forse. un bacione fortissimo mitica patataaaa!!!! maila
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