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Fevers and mirrors

Fevers and mirrors

Seconda stella a destra, questo e’ il cammino e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te, porta all’isola che non c’e’.

C’e’ un posto nascosto dove convergono tutte le emozioni forti, il mio, forse, in questo momento, e’ sulla punta delle dita che scrivono e che cercano di trovare le parole per tessere il filo del ricordo, sciogliere la matassa in cui i pensieri, le sensazioni legate alla telepatia che avevo/ho con te dimorano. Non e’ facile oggi, se penso che l’unica persona al mondo che desidererei con tutto il cuore mi chiamasse, mi mandasse un segno, mi augurasse buon compleanno, sei tu. Sarebbe il regalo piu’ bello. E domani era/sara’ il tuo e questa volta il nostro ciclo non si ripetera’. Non puoi chiamarmi, vorrei mi apparissi nel sonno stanotte e mi abbracciassi. Ma il cielo e’ sempre piu’ blu. Chissa’ dove sei ora, cosa stai facendo, sento la tua presenza continuamente, forse nascosta dietro quella seconda stella a destra che porta all’isola che non c’e’. Strani giorni, viviamo strani giorni. Sai, quella volta sarei partita per il Sud Africa e avevo il cuore in gola quando te lo dicevo. Come ora, del resto. Mi piacerebbe raccontartelo, il Sud Africa. Ci ho provato attraverso quelle foto ma non abbiamo, purtroppo, avuto la possibilita’ di ritagliarci un piccolo spazio in cui ci raccontavamo. E allora ti scrivo, come se ti stessi scrivendo una delle nostre missive, come se ci stessimo scambiando i pensieri rubati all’ultimo libro che stiamo leggendo, come se...

Ne e’ passato di tempo, tante cose sono successe, tante esperienze sono state vissute, alcune scivolate sullo specchio dell’indifferenza, altre hanno lasciato il segno, tanti sguardi incrociati, i mondiali sono arrivati con tutta la loro empatia e sono andati via lasciando quasi un vuoto nei sud africani. La Spagna ha vinto ed io non ero li, incredibile, vero? Come con l’Italia. Non ero li. Come con te. Non ero li. E allora vorra’ dire che il Sud Africa vincera’ quando io saro’ in Brasile durante i prossimi. E non ridere. Hai presente una delle nostre sagre salentine? Beh, moltiplica la gente per mille, aggiungi un po’ di pelle colorata, tante bandiere, tante vuvuzelas e tanto rumore, togli le pittule e immagina..sorrisi inspiegabilmente vivi, un’atmosfera magica, un filo invisibile che collega Valaparaiso a Tokyo passando per Canigatti’ e facendo un’inversione di marcia in Sud Africa, una comunione di belle persone, un sodalizio di vibrazioni positive, cercando di non pensare al mercato che si cela dietro, all’interesse e a tutto lo schifo che ci gira attorno, forse un po’ ciechi ma felici. Cosa hai visto tu da lassu’? Riuscivi a sentire il mio cuore battere durante la partita del Ghana? Riesci a sentirlo adesso? Non ho dubbi. Lo vedo il cielo che hai dipinto. Mi parla di te. Ininterrottamente.

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