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I never knew of a morning in Africa when I woke up that I was not happy

I never knew of a morning in Africa when I woke up that I was not happy

“Falls!!! Falls!!! Faaaaallllsssss!!!” urlava il ragazzo addetto al trasporto dei backpackers verso le Victoria falls..puntuale, come ogni mattina, alle 10. Mentre aspettavo il taxi verso il volo livingstone joburg rileggevo la frase incisa sull’arcata che si affacciava alla piscina del Jolly Boy..”I never knew of a morning in Africa when I woke up that I was not happy” Hemingway. Hemingway knows. Hemingway knew it. Parole che si insinuano dentro me e martellando la mente la avvolgono di bellezza, vita, gente, occhi lucidi, contraddizzioni, paure, dubbi...I never knew of a morning in Africa when I woke up that I was not happy...

“Falls, falls, falls” ripeteva il ragazzo dalla camicia hawaiana e dal sorriso rincuorante..e i soliti ritardatari si apprestavano a varcare la soglia della comodita’ verso la porta dietro la quale la forza della natura sarebbe esplosa come mina improvvisa, dimenticata e non vista.

Non credevo ci si bagnasse cosi’ tanto..anche da lontano..quell’acqua cade giu’ con una forza ed un potere indescrivibili e gli spruzzi raggiungono distanze incalcolabili..

Pensavo mentre mi perdevo in quella visione che mi sarebbe piaciuto essere trasportata da quella corrente per vedere dove avrei poi approdato...non avevo idea, in quel momento, che il prossimo posto che avrei visto mi avrebbe letteralmente rapito e che li, seduta su un ramo di un albero di fronte al mare durante una notte eccezzionalmente stellata, avrei finalmente fumato la mia ultima sigaretta...infinitamente grazie Transkei.

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